Archive for category Varie et eventuali

La lotta di classe

Penso che

in Italia, gli schieramenti politico/sociali siano oramai ridotti essenzialmente due:

Chi tira di coca (destroide)….

…e chi si fa le canne (sinistroide)

Adesso che sono al potere i (cosiddetti) destroidi, infatti, per una canna o poco più  si può finire in galera, mentre i Kg e Kg di coca (anche in parlamento) sono tutto sommato, assai tollerati.

Quando ci andranno i (cosiddetti) sinistroidi, tenteranno di mettere un freno a  chi si fa di coca (senza riuscirci ovviamente) e  tollereranno le piantagioni di marijiuana.

Tanto dovevamo alla lotta di classe.

Total Squallor

Ovvero: quando la visibilità di un sito è importante.

Chi ha orecchie per intendere, intenda.


i vecchi indiani, quando sentivano che scoccava la loro ora, prendevano una coperta e se ne andavano a morire sulla montagna.

Oggi è un buon giorno per morire.


Questo è un canto tipico d’amore indiano della tribù degli Arrapaho.
Una tribù che ha secoli e secoli di tradizioni amorose,
dove l’amore si pratica come ve lo spiego io.

Scimelahammalasemelehemel… Ugh.
Scimelahammalasel…

Odio atavico per la cucina “fashion”

Dopo

aver visto questo post:

http://luxirare.com/black-truffles-all-day/

Penso che sia ora di tornare ad una sana FAME NEL MONDO.

Non c’è niente di più odioso che il foodfashion. NIENTE. NULLA.

E’ rivoltante.

Birra Artigianale Horror Show

Sabato scorso,

31 Ottobre, io ed il Sommelier Extraordinaire Francesco, ci siamo trovati a Corridonia per una serata slow food denominata “caci di birra”.

Qui la brochure, oggetto di altro post:

http://www.slowfoodcorridonia.it/pdf/CACIdiBIRRA_2009.pdf

Andiamo ad illustrare più o meno come è andata.

La birra era tutta del birrificio artigianale “Maiella”, ovviamente sito in Abruzzo (ah, st’Abruzzo mi perseguita ultimamente!)

P1030851Questa è la focaccia servitaci come antipasto.

Si tratta di una focaccia con cipolle di tropea, burratina con acciughe (?), e una robiolina.

Qui a fianco la birra d’accompagnamento, denominataP1030853 “Novi Luna”.

Che dire, la focaccia era purtroppo stantìa. La burrata era eccellente, ma l’abbinamento con le acciughe l’ho trovato poco felice. La robiola raggiungeva la sufficenza.

Discorso a parte merita la birra. Trattasi di una birra stile “hoegaarden”, una witbier (birra bianca). Questa ha una particolarità, una “grande idea”, a suo giudizio, del suo creatore: una forte aggiunta di lavanda (!) “per caratterizzarla”. Insomma: io capisco tutto, ma, giudicatemi male, non arrivo proprio a capire cosa possa spingere chicchessia ad aromatizzare una birra con della lavanda. Alla fine il risultato era una birra con 3,9 gradi alcolici che mi ricordava un fior di bucato. Quasi come bersi l’acqua schiumosa reflua della lavatrice.

Passiamo al prossimo piatto:

P1030855Questo è stato decisamente il piatto migliore della serata: sono delle chitarrine alla carbonara di pesce, rifinita con del formaggio (molto decantato dal suo produttore) GRAN SARDO, che sarebbe un cacio stile Parmigiano Reggiano, ma di pecora.

Il suogo alla carbonara era così così, ma le chitarrine erano DIVINE. Freschissime e buonissime, consistenza da primo premio.

Erano affiancate da questa birra qui:P1030859 “Dea Maia”. Una Lager con corpo assente, luppolatura forte ma un po’ rozza, finale assente. Un prodotto modesto, a mio parere.

Andando oltre, siamo stati serviti con una serie di formaggi:

Bruschetta di BRUS – immangiabile, sapeva di argilla mantecata con polvere da sparo e calcinacci

TOMINO grigliato con Speck – decente ma niente di che

THOLOS (tometta pecora affumicata in grotta) – non me la ricordo, onestamente

CAPRINI VALLE ELVA – decenti, anche se un po’ grassi

CACIO NA’BIR (affinato alla Birra) – Non Pervenuto
MONTEBORE (Pecorino Piemontese) – ma c’era?
INCANESTRATO di CAMPO IMPERATORE (Pecorino d’Abruzzo) – Altro formaggio mediocre

Ecco una foto del tutto:

P1030864

La birra stavolta era una weiss chiamata “Magia”:P1030861 decente, ma debole nel lievito, destrutturata, “liscia”. La definirei poco più che mediocre.

Il finale non merita nemmeno una foto: era un dolce al cacao “tortino al cacao con yogurt di bufala” – abbinato ad un pezzettino di gorgonzola e ad una fettina d’arancia.

Assurdo come tutta la cena. Servito con la birra “Bucefalo” di 9° alcolici, sempre di questo microbirrificio, uno stile Belga che sapeva di aceto balsamico e di cloridrato di chinino. Non ho fotografato perché ero esterrefatto,e stanco.

Io e Francé non ce l’abbiamo fatta a digerire, con tutte le buone intenzioni.

A mio parere, ci vuole ben altro che “l’originalità a tutti i costi” per fare del buon cibo. Ci vuole la vera qualità. Quella che ci è stata presentata Sabato sera era paccottiglia marcata “produttone”. Strampalati gli abbinamenti, particolarmente orribile quello nel dessert. Formaggi senza alcun tono, nessun profumo.

La cosa più buona, oltre alle chitarrine, sono state delle bruschette serviteci come intermezzo, con sale e olio di oliva extra vergine (spremuto la sera precedente, ci hanno detto). In mezzo a tanti abbinamenti lisergici, hanno dato sollievo alle nostre papille gustative.

Da dimenticare, amici miei.