Archive for category Nutrizione

Come farsi prendere per i fondelli in Portoghese

Sto analizzando

altri due prodotti “Linessa” – la cosiddetta linea “salutista” di LIDL, e sono finito di fronte ad un dubbio amletico.
Qui a fianco la foto dei due prodotti. Sono delle barette di cereali, tipico prodotto per “evitare il senso di fame” tra un pasto e l’altro, alimento tipicamente “carboidtatoso”, con un contenuto calorico di 100Kcal a barretta e un limitato contenuto di zuccheri semplici. Fin qui tutto bene, un prodotto”classico” di questo tipo, ce ne sono moltissimi in commercio. In queste barrette è stato usato abbondantissimo sciroppo di matitolo (fino al 34%), che è un polialcole.
Da Wikipedia:
“Il maltitolo è un polialcole, derivato dal maltosio per idrogenazione. È utilizzato come dolcificante,
dato che ha il 75% della dolcezza e circa metà calorie (2,1 per grammo) del saccarosio, il comune zucchero
da tavola. Lo sciroppo di maltitolo ha invece circa 3 cal/g ed un maggior indice glicemico.
Ha proprietà lassative, come tutti gli alcoli degli zuccheri, per il lento assorbimento. Il maltitolo ha
una cattiva fama per i suoi effetti gastrici, in quanto pur essendo meno dannoso se comparato ad altri
polialcoli, è usato in grosse quantità dall’industria del cibo grazie alla sua somiglianza al saccarosio,
il che induce a un consumo eccedente le quantità raccomandate.
Il suo indice glicemico, anche se pari al 53% di quello del saccarosio, resta comunque elevato se
paragonato al fruttosio, che ne ha circa il 20%, quindi resta problematico per chi soffre di diabete.”
Diciamo che è un trucco piuttosto misero, per certi versi: un uso eccessivo di queste barrette può dare
tranquillamente problemi intestinali (tipicamente la flatulenza…indi anche qui, occhio agli ambienti
chiusi dopo l’uso!!), e una certa sensazione di pesantezza allo stomaco (soprattutto per chi ce l’ha
delicato).
Fin qui tutto bene, non è che mi aspettassi granché da un prodotto del genere: ma andiamo a leggere gli
ingredienti dei due prodotti, e arrivano le (sgraditissime) sorprese:
Ho sottolineato in rosso l’ingrediente “incriminato”. Anche qui grasso di cocco IDROGENATO. La cosa
assurda è che sulla barretta “Noci e mandorle” è riportato solamente “grasso di cocco” – ed
INCREDIBILMENTE nella versione degli ingredienti in lingua portoghese c’è scritto: “gordura vegetal de
coco hidrogenadaSU TUTTI E DUE I PRODOTTI!!!
Esso è inoltre presente in quantità NON TRASCURABILI in tutti e due i prodotti, 2,4g PER BARRETTA in
quelli alla mela, e addirittura 4,6g per quella alle mandorle.
Probabilmente nel trascrivere gli ingredienti nelle varie lingue, la versione “portoghese” è rimasta
quella originale (con la scritta “grasso di cocco idrogenato”), mentre le altre sono state corrette con un
semplice “grasso di cocco”.
Questo è salutismo. Complimenti ai tedeschi, che si ergono spesso a “paladini della morale”.

Budino Linessa Horror Show

La mia

“passione” per i dolci al cucchiaio mi porta a volte a buttare un occhio sullo scaffale dei preparati per budini. Li preferisco a quelli “belliepronti”, anche perché, in quelli senza zucchero, posso dosarmi il saccarosio (e magari aggiungerci del dolcificante di origine vegetale, tipo Stevia).
L’altro giorno, da LIDL, luogo ove vado a comperare quei 3/4 prodotti che non trovo altrove, ho sbirciato questa cosa qui di fianco.
Si tratta di praparato per un budino con edulcoranti e addensanti vari, da preparare a freddo, ossia semplicemente si mescola con le fruste a 250ml di latte (scremato, intero o parzialmente scremato non fa differenza nella consistenza) per bustina.
Mi ha incuriosito la lista degli ingredienti, decisamente da studiare. Eccola qua:
Benissimo. Andiamo ad analizzare questa piccola Bottega Degli Orrori alimentare.
- Amido modificato di patate
Scrive Gianna Ferretti: “I trattamenti servono a migliorare la performance dell’amido che viene modificato in modo mirato a seconda delle esigenze in modo da conferire particolari proprietà es. maggiore resistenza alla cottura, maggiore stabilità a acidi, a basse temperature. I prodotti in cui è inserito come ingrediente, hanno una maggiore resistenza alla cottura, sono piu’ stabili.”
Non viene riportato come questo amido è stato modificato e con quali trattamenti, che possono essere
chimici, fisici, o enzimatici. Probabilmente, poco importa.
- grasso vegetale idrogenato
Orrore. Anche qui. Probabilmente perché, come nelle “panne vegetali da pasticceria”, monta meglio, è più stabile. Osceno.
- sciroppo di glucosio
Ce l’hanno proprio dovuto mettere, per dare un sapore decente al budino. In alcuni prodotti “superlight” non ce ne mettono per niente, e il “dolce” degli edulcoranti, per quanto sappia mimare il saccarosio, sa sempre di “artificiale”. Il nostro apparato gustativo si può prendere per i fondelli, ma fino ad un certo punto. E’ forse l’ingrediente migliore di questo budino!
- Emulsionante :E 472a
Ossia: esteri dell’acido acetico di mono e digliceridi. Questi sono ”Esteri di grassi sintetici ottenuti dal glicerolo, dagli acidi grassi naturali e da altri acidi organici (acetico, lattico, tartarico, citrico). Gli acidi grassi sono principalmente di origine vegetale, ma anche i grassi di origine animale potrebbero essere usati. Generalmente, il prodotto è un complesso di differenti prodotti che presenta una composizione simile al grasso naturale parzialmente digerito ed
esterificato con altri grassi naturali.”
Sono presenti per emulsionare quello schifo di grassi idrogenati nel latte che useremo per fare il budino.
E’ quindi importante sbatterlo bene con le fruste per almeno 3 minuti.
- Addensanti: carragenina e alginato di sodio
La carragenina è “Un polisaccaride naturale prodotto da diverse alghe appartenenti (Chrondrus crispus,
Gigartina stellata, Euchema spinosum, E. cottonii) presenti in Europa, Asia e America . E’ un complesso di
polisaccaridi.”
L’Alginato di sodio:
“Sale sodico dell’acido alginico (E400), un polisaccaride naturale prodotto da diverse alghe appartenenti
alla famiglia delle Phaeophyceae (Macrocystis pyrifera, Laminaria digitata, L. cloustoni, Ascophyllum
nodosum) presenti in USA e UK.”
Addirittura tutti e due. Tanto per dare consistenza al nostro dolce “colloidale”.
- E450: di-fosfati potassici e sodici – E339: Fosfato di sodio – E516: Solfato di calcio
Tutti stabilizzanti minerali. Sembrano più gli ingredienti della polvere del Dash, che quelli per un
budino.
- proteine del latte
Evabbeh. Qualcosina di decente ce lo devono pur mettere.
- sorbitolo
Un dolcificante a basso contenuto calorico, ottenuto dal glucosio. Potrebbe farvi scorreggiare parecchio,perché una frazione di questo fermenta nell’intestino. Occhio agli ambienti chiusi dopo il consumo della ”prelibatezza” quindi.
- aromi
Beh, perché no? A questo punto…
- dolcificanti
Aspartame – Ciclamato di sodio – Saccarina sodica
E’ qui presente tutta la “triade” storico-classica dei dolcificanti chimici. Questo immagino per rimanere
nel limite dell’assunzione giornaliera massima. O forse per correggere il sapore. Trucchetti classici.
- colorante: Beta carotene
Questo mi sta bene.
Un’occhio alla tabella calorica:
Che dire. Il prodotto è decisamente superipocalorico, io poi l’ho fatto col latte scremato.
L’ho anche assaggiato, ed è pure piuttosto buono. Consistenza perfetta.
Il vero prodotto chimicamente ricostruito con ingredienti da medicinale più che da budino.
Non ho idea di chi lo possa avere inventato, sembra partorito dalla mente di un qualche farmacista con la
passione del dolce e delle diete.
Comunque è da evitare come la peste nera, soprattutto per la presenza di grassi trans.

Quando il tonno fa veramente schifo

Riporto un’email da me inviata alla Nostromo riguardo il loro tonno in scatola, da me acquistato questa sera.

_____________________________________________________________________

Gentili Signori,

Volevo segnalarVi che il Vostro prodotto “Tonno al naturale”, solitamente prodotto di qualità, da me me acquistato in n. 7 confezioni da 2×160g, all’ipermercato IPER di Civitanova Marche, ove risiedo, è risultato essere un tonno di PESSIMA qualità – quasi immangiabile.

Cito testualmente dal Vostro sito:

Come si riconosce un buon tonno in scatola?

All’apertura della scatola, un tonno di qualità si presenta a pezzi interi (tranci o filetti che siano), perché frammenti e briciole sono indice di residui di lavorazione. Il colore della carne è chiaro o rosato e la consistenza risulta compatta.”

Ecco una foto di COSA c’era nelle scatolette:

P1030982

P1030985

Io questi li chiamerei “RESIDUI DI LAVORAZIONE” come dalla Vostra descrizione.

In quest’altra foto vediamo un piccolo test di CONSISTENZA:

P1030986

Come potete notare, non ha nessuna compattezza, è acquoso e sbriciolato. Al palato ha sapore metallico e sgradevole, ed è quasi maleodorante.


Questa è una foto comparativa tra il Vostro prodotto ed un prodotto Thailandese da hard discount (commercializzato da LIDL):

P1030991

Come vedete, nessuna compattezza, carne sbriciolata in acqua salata, ma almeno hanno avuto la decenza, nel prodotto Hard Discount di scriverci “tuna Flakes”.

Sono ambedue prodotti pessimi, ma il primo costa 60 centesimi di Euro, il Vostro costa esattamente 1,35€ più del doppio.

Allego foto delle scritte e del Lotto di Produzione – io ci leggo “PRIMA SCELTA” sulla confezione.

P1030977

P1030980

Le confezioni verranno da me rese domani all’ipermercato, ma dovreste tutelare il Vostro marchio (storico in Italia) con un prodotto qualitativamente accettabile, queste sono lavorazioni da pesce DI SCARTO.

A quel prezzo è inoltre una truffa al consumatore, bella e buona: dà veramente fastidio essere presi sistematicamente per dei fessi che guardano solo il “brand”.

Saluti,
Vittorio Mori

Odio atavico per la cucina “fashion”

Dopo

aver visto questo post:

http://luxirare.com/black-truffles-all-day/

Penso che sia ora di tornare ad una sana FAME NEL MONDO.

Non c’è niente di più odioso che il foodfashion. NIENTE. NULLA.

E’ rivoltante.